Il Duomo
Questa chiesa, la cui fondazione si deve alla volontà dei
marchesi del Monferrato, fu consacrata nel 1429 quando era ancora
incompiuta. La facciata dell'edificio si mostra ricca di notevolissimi
fregi e figure in cotto di gusto tardogotico, databili forse, nelle
parti più antiche, alla fine del Quattrocento. Fra le immagini modellate
riconosciamo dodici Profeti (simboleggianti l'Antico Testamento)
e i dodici Apostoli (simboleggianti la predicazione del Vangelo):
queste ventiquattro effigi a figura intera, inserite fra eleganti
baldacchini e peducci, incorniciano il portale, che reca le raffigurazioni
della Madonna col Bambino e di altri santi. Nella cuspide del portale
si scorge il Redentore, affiancato dalla Vergine Annunziata e dall'Arcangelo
Gabriele: al di sopra del Cristo si apre il magnifico rosone, sormontato
a sua volta dalla figura di un angelo che reca il tondo raggiato
con il monogramma del Nome di Gesù.
La torre ottagonale
Questa torre è quel che resta del poderoso castello eretto
nel 1178 ca. da Guglielmo IV Aleramico marchese di Monferrato.
Dopo il tredicesimo secolo la torre fu innalzata di diversi
metri, con la costruzione di una parte in mattoni. Questa aggiunta
fu demolita nel secolo scorso, quando anche alcune strutture residue
del castello, ormai rovinato dai numerosi assedi, vennero abbattute
e fu aperta l'attuale via Po.
La parte della torre che si è conservata fino a noi, e che
è attualmente coperta da un tetto frutto di un recente restauro,
è alta circa venti metri. Presenta all'esterno un rivestimento in
blocchi di pietra calcarea e ciottoli e all'interno un paramento
murario in mattoni che termina in una volta a padiglione a otto
spicchi.
Palazzo Santa Chiara
Il palazzo fu edificato tra il 1739 e la seconda metà del
XVIII secolo dal padre gesuita Antonio Falletti di Barolo come convento
delle Clarisse Osservanti, destinazione dalla quale deriva il nome.
Il complesso, troppo dispendioso, rimase però incompiuto: l'attuale
facciata del palazzo, ornata da un'interessante meridiana restaurata
nel 1999 da Mario Tebenghi, altro non è che una manica del chiostro
conventuale, mai condotto a termine.
La
chiesa di Santa Maria degli Angeli
L'edificio, costruito a partire dal 1584 a cura della confraternita
del Santissimo Nome di Gesù che vi mantenne la propria sede, fu
benedetto nel 1607.
L'aspetto attuale è settecentesco: sia l'interno che la facciata
sono stati trasformati, a partire dal 1737, dal grande architetto
Bernardo Vittone e dal suo meno noto collega chivassese Paolo Lorenzo
Garrone. Una deliziosa invenzione vittoniana è, in particolare,
il campaniletto cilindrico (1751-57). Tra i dipinti dell'interno
è interessante una serie di tele databili agli anni Quaranta del
Settecento, opera del pittore varallese Giovanni Battista Grassi:
alcuni quadri raffigurano storie dell'infanzia di Gesù, mentre un
paio di icone sono dedicate a due personaggi venerati dalla confraternita,
cioè il domenicano san Vincenzo Ferreri e il beato Angelo Carletti
da Chivasso. In una nicchia del coro è collocato un gruppo ligneo
di Carlo Giuseppe Plura, qui pervenuto nel 1713 circa, che raffigura
la Madonna Assunta. All'interno del tempio si noti anche il Crocifisso
gotico, in legno policromo, di epoca medioevale.
Il santuario della Madonna di Loreto
I Padri Cappuccini fondarono questo luogo santo nel 1643,
dopo aver abbandonato un altro convento nei dintorni di Chivasso,
andato distrutto nel 1639 ad opera delle truppe di Tommaso di Savoia-Carignano.
In quell'occasione si portarono appresso una statua lignea della
Vergine Lauretana, considerata miracolosa; tale simulacro si venera
tuttora sull'altare maggiore del santuario. La chiesa oggi esistente
non è però quella seicentesca: fu infatti riedificata nel 1897,
su progetto di gusto eclettico dell'ingegner Mottura.
All'interno, si noti la volta con l'affresco di Luigi Morgari
raffigurante il miracoloso trasporto della Santa Casa da Nazareth
a Loreto.
L'asilo
infantile "Beato Angelo Carletti"
Questo complesso architettonico si estende nella zona sudorientale
del centro storico: fu edificato in pieno secolo XVI come convento
di San Francesco d'Assisi, sede dei Frati Minori Conventuali. La
sua costruzione inglobò i resti dell'antica dimora nobiliare dei
Crova: la torre di questa famiglia fu così riadattata come campanile.
Dal 1888 il complesso ospita un asilo infantile.
La
chiesa dei Santi Giovanni Battista e Marta
L'edificio sacro, iniziato nel 1707 e consacrato nel 1751,
fu sede di una pia società di laici che assunse il nome di confraternita
della Misericordia, prefiggendosi come principali incombenze il
conforto e la sepoltura dei condannati a morte. Al centro della
sobria facciata spiccano gli intagli in rovere del portale barocco
(datato 1729) che reca in alto la testa del Battista, simbolo del
sodalizio della Misericordia. L'interno della chiesa presenta una
raccolta pianta centrale impostata sull'ottagono e sormontata da
un'alta cupola; il vasto coro quadrangolare ospitava le liturgie
e le riunioni dei confratelli. Sulla parete di fondo del coro è
posta una teca barocca in legno intagliato e dorato che racchiude
un antico simulacro detto "Madonna dei Luciani". Al di sopra di
esso vi è un grande dipinto, proveniente dal Duomo, eseguito nel
1699 dal pittore locale Antonio Barbero: raffigura i Santi Protettori
della città di Chivasso.